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I CONDUTTORI E I GOZZI DELLA GITA ALLE GROTTE
Il gozzo è una barca che ha origine nella tradizione marinara italiana. Sono imbarcazioni tipiche della Liguria, ma sono diffusi in tutto il Mar Tirreno. In Campania è tipico il gozzo cosidetto "Sorrentino", che però differisce dai gozzi cilentani per alcuni particolari della linea dello scafo.
Il gozzo era originariamente costruito in legno, ma negli ultimi tempi si è assistito alla diffusione di costruzioni in vetroresina, che rispetto al legno offre una maggior leggerezza ed un costo inferiore. La struttura portante del gozzo è una solida chiglia che corre da poppa a prora alla quale sono attaccate una serie di costole che compongono l'ossatura dell'imbarcazione. Il risultato è analogo ad una gabbia toracica, alla quale viene appoggiato il fasciame costituito da una serie di tavole di legno disposte da prora a poppa. Le forme del gozzo sono particolari, a partire dai masconi, molto tozzi così come la prua e la poppa; la chiglia funge sia da spina dorsale dell'imbarcazione, che da deriva, sporgendo al di sotto dello scafo e terminando a poppa all'altezza del timone, sorreggendone le femminelle, ed a prora con un prolungamento tipico chiamato pernaccia. Il piano di calpestio è costituito solamente da un pagliolo in legno, che ha la funzione di creare un piano dove poter camminare. Non esiste un vero e proprio ponte continuo e stagno, anche perché si tratta di una barca di relativamente piccole dimensioni. Ci sono alcune traverse (banchi) che fungono da sedile per i passeggeri, e coperture all'estrema poppa ed all'estrema prora, sotto le quali vengono ricavati due gavoni, delimitati da due paratie e che sono solitamente usati per riporre oggetti o attrezzature nautiche.
La struttura fin qui descritta appartiene ad un classico gozzo a remi: si possono trovare due o tre paia di scalmi sulla falchetta, sui quali poter fissare i remi. Gli scalmi sono sempre a caviglia, ossia costituiti solamente da un perno verticale leggermente svasato verso l'alto, ed i remi sono dotati di un contrappeso (girone) per diminuire la fatica durante la vogata; l'accoppiamento tra remi e scalmi di un gozzo è ottenuto attraverso una legatura particolare, detta stroppo. Ma con l'evoluzione di motori a benzina o Diesel, il remo è passato ormai in secondo piano. Il motore di un gozzo è classicamente di tipo entrobordo diesel, cioè completamente all'interno dello scafo, in un apposito spazio verso il centro nave, per evitare un appoppamento dell'imbarcazione che risulterebbe gravoso per la tenuta al mare o per l'efficienza stessa dello scafo. Il motore entrobordo è collegato ad un'elica, che si trova all'estrema poppa dello scafo, attraverso un asse ed un pressatrecce; il timone è in legno, incernierato a poppa, manovrabile con barra. Per ragioni di spazio e praticità sono nati modelli di gozzo che montano motore fuoribordo, cioè esterno alla barca e connesso a questa da una piastra in legno impiantata a poppa al posto del timone. I motori fuoribordo fungono da sistema di propulsione e anche di governo, essendo liberi di ruotare attorno ad un asse verticale. Un ulteriore tipo di propulsione è la vela, adottata da sempre meno esemplari: i gozzi a vela montavano un unico albero al centro nave sul quale veniva issata una vela latina.
Buona la tenuta del mare vista la forma dello scafo e la progettazione atta a portare pesi come reti ed altra attrezzatura da pesca professionale. Alcuni gozzi, generalmente quelli nuovi o riammodernati, sono dotati di flaps istallati sulla poppa che aumentano la stabilità.
Condensato e corretto da: http://it.wikipedia.org/wiki/Gozzo_(barca)

